DOMANDE FREQUENTI – FAQ

Hai bisogno di un avvocato? Qui trovi le risposte alle domande più frequenti

Rivolgersi a un avvocato può generare dubbi, soprattutto quando non si è mai affrontata prima una controversia o quando è necessario intervenire rapidamente.

In questa sezione ho raccolto alcune delle domande che più frequentemente mi vengono rivolte dai clienti, con l’obiettivo di fornire informazioni chiare sul funzionamento della consulenza legale e sulle principali attività dello Studio.

Le risposte hanno carattere generale e non possono sostituire l’analisi del singolo caso. Ogni situazione presenta infatti caratteristiche proprie che devono essere valutate sulla base della documentazione disponibile e delle circostanze concrete.

Come posso contattare l’Avvocato Iannello?

È possibile contattare lo Studio:

Lo Studio riceve a Saronno (VA), in Viale Rimembranze 21, previo appuntamento.

È possibile anticipare brevemente via e-mail o WhatsApp l’oggetto della questione e, quando utile, trasmettere la documentazione necessaria per una prima valutazione.

È necessario fissare un appuntamento?

Sì. l’Avvocato riceve previo appuntamento.

La fissazione dell’appuntamento consente di dedicare al cliente il tempo necessario per esaminare adeguatamente la questione e la documentazione disponibile.

In presenza di scadenze imminenti, atti appena notificati o situazioni che richiedono particolare urgenza, è consigliabile segnalarlo già al momento del primo contatto.

È possibile effettuare una consulenza legale online?

Sì.

Quando il cliente non può recarsi personalmente presso lo Studio, la consulenza può essere svolta anche a distanza tramite videochiamata.

La documentazione può essere preventivamente trasmessa in formato elettronico, così da consentirne l’esame prima o durante l’incontro.

Lo Studio può pertanto assistere clienti anche al di fuori di Saronno e della provincia di Varese e quindi anche in provincia di Como, Milano, Monza e Brianza ecc.

Quanto dura una consulenza con l’avvocato?

Non è prevista una durata prestabilita.

La consulenza viene svolta dedicando il tempo necessario alla ricostruzione dei fatti, all’esame della documentazione e all’individuazione delle possibili soluzioni giuridiche.

L’obiettivo è consentire al cliente di comprendere con chiarezza la propria posizione, i possibili rischi, le alternative disponibili e gli eventuali passi successivi.

Quali documenti devo portare al primo appuntamento?

Dipende dal tipo di problema.

In generale è opportuno portare o trasmettere tutta la documentazione che può essere utile a ricostruire la vicenda, tra cui:

  • contratti;
  • lettere, e-mail e PEC;
  • atti giudiziari;
  • diffide;
  • verbali;
  • provvedimenti amministrativi;
  • cartelle esattoriali e avvisi dell’Agenzia delle Entrate;
  • buste paga e documentazione relativa al rapporto di lavoro;
  • lettere di contestazione disciplinare o licenziamento;
  • fotografie;
  • preventivi e fatture;
  • documentazione assicurativa;
  • eventuali conversazioni o altri elementi di prova.

Non è necessario stabilire autonomamente quali documenti siano giuridicamente rilevanti: durante il primo incontro verrà verificata la documentazione disponibile e saranno indicati gli eventuali ulteriori documenti necessari.

Posso sapere prima quanto costa l’assistenza dell’avvocato?

Sì.

Prima dell’assunzione dell’incarico vengono chiariti al cliente i prevedibili costi dell’attività professionale, tenendo conto della natura e della complessità della questione, del valore della controversia e delle attività che presumibilmente dovranno essere svolte.

Quando possibile viene formulato un preventivo scritto, distinguendo il compenso professionale dalle spese e dagli altri eventuali oneri.

In questo modo il cliente può conoscere preventivamente l’impegno economico connesso all’attività richiesta.

La prima consulenza è gratuita?

La consulenza professionale costituisce un’attività dell’avvocato e può pertanto prevedere un compenso.

Il relativo costo viene comunicato prima dell’appuntamento, in modo che il cliente possa decidere liberamente se procedere.

L’eventuale successivo incarico per attività stragiudiziale o giudiziale viene concordato separatamente.