
Rivolgersi a un avvocato può generare dubbi, soprattutto quando non si è mai affrontata prima una controversia o quando è necessario intervenire rapidamente.
In questa sezione ho raccolto alcune delle domande che più frequentemente mi vengono rivolte dai clienti, con l’obiettivo di fornire informazioni chiare sul funzionamento della consulenza legale e sulle principali attività dello Studio.
Le risposte hanno carattere generale e non possono sostituire l’analisi del singolo caso. Ogni situazione presenta infatti caratteristiche proprie che devono essere valutate sulla base della documentazione disponibile e delle circostanze concrete.
È possibile contattare lo Studio:
- telefonicamente al numero 378 0939349;
- tramite WhatsApp;
- via e-mail all’indirizzo segreteria@avvocatoiannello.it.
Lo Studio riceve a Saronno (VA), in Viale Rimembranze 21, previo appuntamento.
È possibile anticipare brevemente via e-mail o WhatsApp l’oggetto della questione e, quando utile, trasmettere la documentazione necessaria per una prima valutazione.
Sì. l’Avvocato riceve previo appuntamento.
La fissazione dell’appuntamento consente di dedicare al cliente il tempo necessario per esaminare adeguatamente la questione e la documentazione disponibile.
In presenza di scadenze imminenti, atti appena notificati o situazioni che richiedono particolare urgenza, è consigliabile segnalarlo già al momento del primo contatto.
Sì.
Quando il cliente non può recarsi personalmente presso lo Studio, la consulenza può essere svolta anche a distanza tramite videochiamata.
La documentazione può essere preventivamente trasmessa in formato elettronico, così da consentirne l’esame prima o durante l’incontro.
Lo Studio può pertanto assistere clienti anche al di fuori di Saronno e della provincia di Varese e quindi anche in provincia di Como, Milano, Monza e Brianza ecc.
Non è prevista una durata prestabilita.
La consulenza viene svolta dedicando il tempo necessario alla ricostruzione dei fatti, all’esame della documentazione e all’individuazione delle possibili soluzioni giuridiche.
L’obiettivo è consentire al cliente di comprendere con chiarezza la propria posizione, i possibili rischi, le alternative disponibili e gli eventuali passi successivi.
Dipende dal tipo di problema.
In generale è opportuno portare o trasmettere tutta la documentazione che può essere utile a ricostruire la vicenda, tra cui:
- contratti;
- lettere, e-mail e PEC;
- atti giudiziari;
- diffide;
- verbali;
- provvedimenti amministrativi;
- cartelle esattoriali e avvisi dell’Agenzia delle Entrate;
- buste paga e documentazione relativa al rapporto di lavoro;
- lettere di contestazione disciplinare o licenziamento;
- fotografie;
- preventivi e fatture;
- documentazione assicurativa;
- eventuali conversazioni o altri elementi di prova.
Non è necessario stabilire autonomamente quali documenti siano giuridicamente rilevanti: durante il primo incontro verrà verificata la documentazione disponibile e saranno indicati gli eventuali ulteriori documenti necessari.
Sì.
Prima dell’assunzione dell’incarico vengono chiariti al cliente i prevedibili costi dell’attività professionale, tenendo conto della natura e della complessità della questione, del valore della controversia e delle attività che presumibilmente dovranno essere svolte.
Quando possibile viene formulato un preventivo scritto, distinguendo il compenso professionale dalle spese e dagli altri eventuali oneri.
In questo modo il cliente può conoscere preventivamente l’impegno economico connesso all’attività richiesta.
La consulenza professionale costituisce un’attività dell’avvocato e può pertanto prevedere un compenso.
Il relativo costo viene comunicato prima dell’appuntamento, in modo che il cliente possa decidere liberamente se procedere.
L’eventuale successivo incarico per attività stragiudiziale o giudiziale viene concordato separatamente.

